Clinica Veterinaria Porta Schiavonia

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Topo, gerbillo e ratto: i consigli per farli vivere bene

Topo, gerbillo e ratto: i consigli per farli vivere bene

a cura della Dott.ssa Valentina Taula

Tra i roditori Miomorfi oltre al criceto, di cui abbiamo già parlato, troviamo come animali domestici nelle nostre case anche topi, ratti e gerbilli. Il consiglio principale rimane sempre lo stesso. Informarsi preventivamente e per ogni scelta consultare un medico veterinario esperto.

Protagonisti di tantissimi cartoni animati, film e saghe letterarie sono entrati nell’ immaginario collettivo di grandi e piccini. Non dimentichiamo poi il ruolo chiave di questi piccoli roditori, utilizzati come cavie, che hanno consentito il raggiungimento di importanti conquiste in ambito medico-scientifico. Vediamo brevemente le loro caratteristiche principali.

Topo (Mus musculus). 

Lungo dai 6,5 agli 11 cm, possiede una coda altrettanto lunga, da adulto raggiunge 20-40 g di peso. Esistono diverse varietà di colori e di tipo di pelo. Timido e di modeste richieste, è facile da allevare. Viste le piccole dimensioni e l’agilità di movimento si presta di più ad essere osservato piuttosto che maneggiato. L’olfatto è ben sviluppato, la vista al contrario è molto scarsa. La vita media è di 2-3 anni.

Gerbillo.

La specie domestica più diffusa è il gerbillo della Mongolia (Meriones unguiculatus). Lungo una decina di cm, ricorda nell’aspetto il criceto ma possiede una lunga coda e zampe posteriori adatte al salto. Il peso medio va dai 50 ai 130 gr. Possiede una ghiandola sebacea, utilizzata per marcare il territorio, a livello dell’ombelico, più grande nel maschio. Ama accumulare provviste, ma contrariamente ai criceti non possiede le tasche guanciali. Abili scavatori dotati di indole curiosa, hanno bisogno di una gabbia con un profondo strato di lettiera per consentirgli di scavare. Essendo originario di zone con climi molto aridi ha grandi capacità di risparmiare l’acqua, producono pochissima urina e le feci sono molto secche. La vita media è di 3-4 anni, ma può arrivare a 5.

Ratto (Rattus norvegicus). 

Lunghi dai 18 ai 27 cm, con coda lunga circa 20 cm, raggiungono da adulti i 250-520 g di peso. Se maneggiati di frequente con gentilezza riconoscono il proprietario e gli si affezionano. Docili, intelligenti e puliti necessitano di più attenzioni di quanto in genere richiedano i piccoli roditori, ed è opportuno che il proprietario interagisca con loro almeno un’ora al giorno, permettendo anche l’uscita dalla gabbia. I ratti albini hanno una vista molto scarsa, ma possono condurre una vita perfettamente normale perché compensano con l’olfatto molto sviluppato e le vibrisse. Dietro il globo oculare si trova una ghiandola lacrimale, detta ghiandola di Harder, che produce un secreto rossastro. In condizioni di stress o malattie questa ghiandola può produrre un eccesso di secreto che macchia di rosso il pelo della faccia, dando la falsa impressione che l’animale sanguini dagli occhi. La vita media è 2,5-3,5 anni. Sono animali molto socievoli, volendo allevarli come animali da compagnia, è preferibile tenere insieme almeno due individui dello stesso sesso, se maschi meglio della stessa cucciolata avendo premura di tenerli insieme sin da piccoli per evitare lotte e aggressioni. Se si tengono insieme animali di sesso opposto vi sono problemi di sovrappopolazione, perché questi roditori sono molto prolifici e precoci. Volendo, è possibile sterilizzare i maschi, in modo da ridurre i problemi di aggressività e prevenire le gravidanze. In tutte e tre le specie i maschi si differenziano dalle femmine per
la maggior distanza tra l’ano e l’area genitale e solitamente raggiungono dimensioni maggiori ed emanano odori più intensi e pungenti.

Alloggio

Il range ideale di temperatura è di 15-20°C, con un’umidità non superiore al 50% per i gerbilli mentre per topi e ratti la
temperatura ottimale è di 22°C (range: 18-30°C) e l’umidità relativa del 30-70%. Non sopportano bene temperature ambientali elevate; la calura eccessiva causa malessere e disidratazione.

La gabbia dove alloggiare topi o gerbilli deve essere a prova di fuga e il più possibile spaziosa, le dimensioni devono essere proporzionali al numero di animali. L’eccessivo affollamento della gabbia è un fattore di stress importante e può causare diversi problemi.

Come materiali si possono utilizzare vasche di vetro con un coperchio grigliato, per assicurare una buona aerazione, oppure gabbie a pareti di lisce, di plastica o plexiglas. Il legno è un materiale inadatto, perché si impregna di urina e non è facilmente lavabile e disinfettabile. Le comuni gabbie da criceti, con le sbarre, non sono adatte perché questi piccoli roditori potrebbero passarvi attraverso e fuggire o provocarsi lesioni al muso o ai denti rosicchiando le sbarre.

Per i gerbilli è importante che le pareti dei contenitori siano alte almeno 30 cm, perché sono abili saltatori e che i recipienti siano riempiti per circa un terzo di abbondante lettiera. Per i ratti sono adatte sia le gabbie di metallo con le sbarre sia quelle in plastica o plexiglas, relativamente spaziose e con il fondo della gabbia pieno perché la rete può causare lesioni ai piedi. Tubi di plastica in PVC collegati tra loro possono essere utilizzati per sviluppare la gabbia su più piani in verticale o per collegare più gabbie.

La gabbia deve essere fornita di alcuni accessori indispensabili:

  • Beverino a goccia
  • Contenitori cibo in ceramica
  • Casetta nido di cartone o terracotta, meglio evitare oggetti di plastica che possono essere rosicchiati; per i gerbilli possono essere utilizzati tubi di plastica in pvc per simulare la tana
  • Ruota indispensabile per il movimento, è importante che sia a fondo pieno, non con le sbarre, perché le zampine o la coda possono restare intrappolate, fratturarsi o amputarsi
  • Tubi di cartone, rami per rosicchiare e su cui arrampicarsi (fissati saldamente), scatoline con delle aperture
  • Solo per gerbilli. Recipiente con sabbia (come quello dei cincillà) per permette loro di fare dei bagni di sabbia. 

Il materiale del fondo può essere costituito da segatura (da evitare nei gerbilli, può causare irritazioni oculari), trucioli, pellet di carta riciclata o di segatura, fieno molto morbido e sottile, carta stracciata. Per il nido si può utilizzare carta da cucina o carta igienica. E’ importante non utilizzare una lettiera abrasiva come sabbia, ghiaino per gatti, tutolo di mais, per evitare l’insorgenza di molte patologie cutanee.

L’igiene della gabbia va curata con molta attenzione. Il materiale del fondo va completamente sostituito almeno una volta alla settimana, perché l’ammoniaca presente nell’urina irrita le vie respiratorie e predispone alle infezioni respiratorie, se i soggetti sono maschi la pulizia della loro gabbia va effettuata più di frequente.

I ratti necessitano di passare del tempo fuori dalla gabbia ma devono essere sorvegliati a vista e l’ambiente in cui li si lascia deve essere a prova di fuga, e non contenere oggetti pericolosi (fili elettrici, sigarette, sostanze o piante tossiche) o che possono essere danneggiati da rosicchiamento o marcature di urina.

Alimentazione.

L’alimentazione ideale consiste nello specifico pellet per roditori, con un contenuto di proteine del 16-22% (gerbilli), 18-24% (topo) 18-27% (ratto), di fibra del 18% e di grassi non superiore al 4%. Le classiche miscele di semi sono carenti e sbilanciate; inoltre, se lasciate a disposizione a volontà, portano facilmente all’obesità e abbreviano l’aspettativa di vita del roditore. Se non si reperisce il pellet si può fornire un’alimentazione casalinga basata su miscela di riso integrale cotto, fiocchi d’avena al naturale, cereali integrali in fiocchi (ad esempio muesli non zuccherato per la colazione), una piccola parte di semi di piccole dimensioni (come miglio e panico), pane secco o fette biscottate integrali, piccole quantità di verdure e frutta fresca (carote, broccoli, fagioli e piselli cotti, mela). Frutta secca solo come premio saltuario. Occasionalmente si può offrire carne magra cotta, un pezzettino di uovo sodo, larve soprattutto alle femmine in riproduzione o ai piccoli.

Alimenti controindicati sono cibi zuccherati e ricchi di grassi, insaccati, latte e gli alimenti contenti latte, snack per roditori (caramelline, bastoncini di semi e melassa), cipolle, melanzane, fagioli crudi. Il cibo fresco (frutta e verdura) va sostituito ogni giorno. Il contenitore dell’acqua va cambiato tutti i giorni e disinfettato con cura almeno una volta alla settimana.

I ratti sono “neofobi” ossia tendono a evitare alimenti sconosciuti, pertanto si devono offrire una varietà di alimenti fin da quando sono piccoli per abituarli sin da subito.

Cure veterinarie.

Topi, gerbilli e ratti non devono essere vaccinati, ma è bene far fare una visita subito dopo l’acquisto e delle visite di controllo periodiche 2-3 volte l’anno. Occore fare attenzione nel maneggiarli sopratutto per quanto riguarda topi e gerbilli che sono piccoli e veloci per evitargli traumi da caduta o il distacco della coda nel gerbillo per errata contenzione. La coda va afferrata con delicatezza alla base e non in altri punti, mentre si sostiene con le mani anche il resto del corpo. Questi roditori sono soggetti a problemi oculari, cutanei, respiratori, patologie dell’apparato digerente, patologie dell’apparato urogenitale e neoplasie.

Se si prestano tutte le accortezze necessarie per una gestione ottimale dell’ambiente, pulizia e alimentazione corretta è più difficile che alcune di queste patologie si presentino ed è anche importante ai primi segnali di malessere (anoressia, respiro difficoltoso, abbattimento) contattare il medico veterinario esperto in animali non convenzionali.

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